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GENGIVE GONFIE: CAUSE, RIMEDI E QUANDO E’ DAVVERO IL MOMENTO DI PREOCCUPARSI

13-06-2026 10:51

Elisa Saracco

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GENGIVE GONFIE: CAUSE, RIMEDI E QUANDO E’ DAVVERO IL MOMENTO DI PREOCCUPARSI

Il gonfiore gengivale è associato a una condizione clinica nota come gengivite che non deve essere intesa tanto come una patologia, piuttosto come una

Il gonfiore gengivale è associato a una condizione clinica nota come gengivite che non deve essere intesa tanto come una patologia, piuttosto come una normale risposta della gengiva a un insulto di varia natura.


 

I SINTOMI DELLA GENGIVITE

 

Per comprendere appieno che cosa sia la gengivite è necessario confrontare una gengiva sana e una gengiva malata.

Una gengiva sana appare rosea, compatta, non sanguinante quando si mangiano cibi duri, si usa il filo interdentale e si spazzola.

Una gengiva infiammata mostrerà profili gengivali ingrossati, gengive gonfie, edema, presenterà una transizione cromatica dal rosa a una tonalità rossa/bluastra, una gengiva infiammata sanguina al tocco. I sintomi che vengono percepiti quando le gengive non sono sane sono: maggiore sensibilità, dolenti allo spazzolamento e mentre si mangiano/addentano cibi duri.


 

QUALI SONO LE CAUSE DELLE GENGIVE GONFIE?


 La placca batterica

 

Nel 98% dei casi le gengive iniziano a gonfiarsi poichè si accumula placca batterica sul profilo gengivale. Siamo certi che la placca batterica svolga un ruolo inequivocabile per l’inizio e la progressione dell’infiammazione e del gonfiore gengivale, fin dal 1965, quando Loe invitò i suoi studenti universitari a non lavarsi i denti per 15 giorni. Durante questo lasso di tempo iniziarono a manifestarsi tutti i sintomi tipici della gengivite: rossore e sanguinamento gengivale, bruciore e alito cattivo. Trascorsi i 15 giorni la placca accumulata venne completamente eliminata, ecco che le gengive tornarono in salute. In questo studio si dimostra sia che la placca causa l’infiammazione gengivale attraverso una certa correlazione causa-effetto, sia che la gengivite è una condizione completamente reversibile.


 

 Il tartaro

 

Se la placca non viene eliminata correttamente, dopo circa 15 giorni, inizia a trasformarsi in tartaro, che presenta una consistenza più dura della placca. Il tartaro può essere eliminato solo dal dentista o dall’igienista dentale grazie alla seduta di igiene orale professionale, un atto medico, di prevenzione e cura.


 

 I traumi

 

Talvolta le gengive tendono a gonfiarsi in seguito a un trauma, per esempio causato dall’uso scorretto del filo interdentale o dello scovolino, poiché scelto con una dimensione errata. Uno strumento molto amato per eliminare il cibo tra un dente e l’altro è lo stuzzicadenti (mi si rizzano i capelli solo a sentir parlare di stuzzicadenti), tuttavia anche questo causa un trauma gengivale, rischia di portare i residui di cibo al di sotto delle gengive, ecco che così iniziano a gonfiarsi.


 

Le cause meno note di gonfiore gengivale


Oltre alle cause più note esistono cause meno conosciute che possono causare infiammazione gengivale, anche se meno note queste condizioni non sono assolutamente da sottovalutare, anzi meritano un’attenzione in più e un occhio clinico molto attento ed esperto.

L’associazione placca batterica e particolari condizioni sistemiche possono portare a un maggior gonfiore gengivale, anche se la quantità di placca presente è molto poca.

 

-La pubertà: durante la pubertà gli ormoni steroidei aumentano in entrambi i sessi, il loro incremento induce un aumento dell’infiammazione gengivale, anche se di per sé la quantità di placca non aumenta molto. Gli ormoni steroidei agiscono influenzando la permeabilità dei vasi sanguigni, modificando le caratteristiche dell’epitelio e del tessuto connettivo. Si assiste quindi a un aumentato gonfiore gengivale e a un aumento del sanguinamento.

 

-Ciclo mestruale: durante alcune fasi del ciclo mestruale si osservano sintomi quali: sanguinamento gengivale aumentato, irritazione gengivale e maggiore sensibilità. Anche in questo caso i responsabili sono gli ormoni e la loro azione sui vasi sanguigni.

 

-La gravidanza: una particolare attenzione merita la gravidanza. In particolare durante il secondo e terzo trimestre si assiste a un aumento della prevalenza e a un aumento della gravità dell’infiammazione gengivale: questo non significa che la gravidanza rovina i denti, avvengono semplicemente delle modifiche anche a livello orale. Ecco che sarà necessario preservare la propria salute orale in questa fase così delicata della vita di una donna, incrementando i controlli e le sedute di igiene orale professionale dal dentista. Questo aumento esponenziale dell’infiammazione avviene poiché i livelli ormonali nel plasma aumentano.

Durante la gravidanza un’eccessiva risposta infiammatoria a un'irritazione può portare alla formazione di un emangioma capillare solitario, una palla di gengiva più o meno grande sul margine gengivale, che sanguina se sollecitato. Questa formazione prende il nome di granuloma piogenico o tumore gravidico, non ci si deve preoccupare poiché regredisce spontaneamente dopo la gravidanza. Se però il fastidio e il sanguinamento è continuo io consiglio di eliminarla chirurgicamente con il laser per evitare continui traumi.

 

-Farmaci: l’assunzione di farmaci anticonvulsivanti, immunosoppressori e bloccanti dei canali del calcio possono indurre ipertrofia gengivale.

 

Mi preme citare le patologie gengivali associate a patologie sistemiche gravi, non per spaventare, ma per renderti consapevole di quanto sia preferibile una visita di controllo in più dall’odontoiatra, piuttosto che trascurare un sintomo così comune e sottovalutato come il gonfiore gengivale. Una visita odontoiatrica, con un’accurata anamnesi può davvero salvarti la vita.


 -Gengivite associata al diabete mellito: da decenni ormai è nota la correlazione tra diabete mellito e aumentato rischio di sviluppare malattie gengivali e parodontali. Così come presenza di malattie parodontali non curate e aumentata difficoltà nel controllo della glicemia. 

 

-Leucemia: il gonfiore associato al sanguinamento gengivale può essere il primo sintomo di leucemia acuta nel 17,7% dei casi, così come lo è nelle forme croniche nel 4,4% dei casi. Ecco perchè anche il tuo dentista ti può invitare a eseguire controlli medici più approfonditi o esami del sangue quando si accorge che il gonfiore gengivale non è associato a una malattia correlata alla placca.

 

-Malnutrizione: una carenza di Vitamina D può portare a gonfiore e sanguinamento gengivale.


QUALI SONO I RIMEDI DELLE GENGIVE GONFIE?


Se controllando le tue gengive ti accorgi che sono più gonfie e rosse la prima cosa da fare è lavare meglio i denti, attenzione non ho detto di più, ma meglio.

Troppo spesso visito pazienti che mi dicono di lavarsi i denti 5 volte al giorno, ma hanno comunque tantissima placca.

Il segreto è lavarli meglio, non di più.

 

Come fai a lavarli meglio?

-Acquista la pastiglia rivelatrice di placca: masticarla fino a completo scioglimento prima di lavarti i denti, sciacqua la bocca con acqua e osserva dove si è depositato il colore rosa. Lì c’è placca e quindi è necessario rimuoverla.

-Prendi il filo interdentale, possibilmente un expanding floss, e passalo delicatamente tra un dente e l’altro: i denti devono essere abbracciati e devi scendere leggermente al di sotto della gengiva.

-Spazzolino elettrico con testina che ruota, poco dentifricio e spazzola almeno per 2 minuti.


Ricordati che non esistono dentifrici o collutori miracolosi per le gengive gonfie.

Spesso in farmacia ti vendono il collutorio con la clorexidina, non solo avrai buttato via soldi, ma dopo 15 giorni le gengive ritorneranno gonfie, semplicemente poichè il collutorio non rimuove la placca. Se ti va male in farmacia ti vendono il collutorio con alcool, l’alcool aumenta il rischio di carcinoma del cavo orale e di parodontite, fossi in te non lo userei tutti i giorni per sciacquarmi la bocca.


 Il messaggio che vorrei ti portassi a casa dopo questa lettura è il seguente: abbiamo normalizzato il gonfiore gengivale e il sanguinamento gengivale, la nostra società ci ha fatto credere che basti un collutorio o un dentifricio per farlo passare e soprattutto che non sia sintomo di qualche patologia più grave.


 Non è così!

 

Se osservi un gonfiore gengivale rivolgiti a un parodontologo o un dentista esperto in malattia parodontale, esegui una prima visita durante la quale indaghi molto bene sulla tua salute sistemica.

Il primo step è sempre ricercare la placca e, se presente, rimuoverla; se non è presente eseguire approfondimenti diagnostici collaborando anche con altri medici.


 

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La Dottoressa Saracco Elisa è la Parodontologa presso lo Studio Dentistico Saracco - De Caro a Villanova d'Asti e si occupa della cura e del trattamento sia non chirurgico che chirurgico della parodontite.